Ucciso con l’autista dalla mafia Pio La Torre, deputato e segretario regionale del Pci

Il 30 aprile 1982 viene ucciso a Palermo in un agguato mafioso Pio La Torre, deputato e segretario regionale del Pci (Partito comunista italiano), padre della legge che istituisce il reato di associazione mafiosa e introduce il sequestro e la confisca per i capitali di Cosa Nostra. Con La Torre viene ucciso il suo autista e collaboratore Rosario Di Salvo. Due moto di grossa cilindrata si affiancano all’auto e alcuni uomini mascherati con il casco e armati di pistole e mitragliette sparano decine di colpi contro i due uomini. La Torre muore all’istante mentre Di Salvo ha il tempo per estrarre una pistola e sparare alcuni colpi, prima di soccombere. I mandanti di questo omicidio saranno individuati nella “cupola” di Cosa Nostra, mentre nel gennaio 2007 la Corte di Assise di Appello di Palermo condannerà al carcere a vita Giuseppe Lucchese e Antonino Madonia, esecutori materiali dell’agguato contro l’uomo politico. La Torre nasce il 24 dicembre 1927 a Palermo e a vent’anni è un dirigente della Confederterra, poi della Cgil e quindi del Pci. Nel 1969 è chiamato a Roma per ricoprire la direzione della commissione agraria e successivamente di quella meridionale. In seguito entra nella segreteria nazionale del partito, su proposta di Enrico Berlinguer. Dal 1972 è deputato. Nel 1981 sceglie di tornare in Sicilia, come segretario regionale del partito, per impegnarsi a fronteggiare la crisi economica, la criminalità mafiosa e l’installazione della base missilistica di Comiso Ragusa). Il suo ritorno mette in allarme molte centrali di potere criminale.

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