70 anni fa scoppia la prima guerra arabo-israeliana

Il 15 agosto 1948, soltanto otto ore dopo la proclamazione d’indipendenza dello Stato d’Israele, da Sud le truppe egiziane, da Est quelle irachene e transgiordane, da Nord quelle libanesi e siriane, tutte invadono il territorio del neonato stato e l’Hagana è scarsamente equipaggiata, mentre i paesi arabi dispongono di truppe regolari. Tuttavia, a causa dei contrasti interni ai singoli paesi, Israele riesce a neutralizzare rapidamente l’attacco. L’1 giugno, su pressione dell’Onu, è stipulato un armistizio. Nelle settimane seguenti Israele può rafforzare sensibilmente le proprie forze armate, ribattezzate Zahal, e la controffensiva (ottobre 1948 – gennaio 1949) infligge agli arabi una pesante sconfitta. Il 24 febbraio 1949 l’Egitto conclude con Israele un armistizio, cui entro il luglio aderiscono gli altri paesi arabi. Alla fine del conflitto, Israele controlla un territorio molto più vasto di quello ricevuto dal piano di spartizione delle Nazioni Unite. La Palestina orientale (Cisgiordania) è affidata all’amministrazione della Giordania, la striscia di Gaza a quella egiziana.

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