40 anni fa muore l’italiano Carlo Scarpa, tra le maggiori personalità dell’architettura moderna

Il 28 novembre 1978 muore in ospedale a Sendai (Giappone) per le conseguenze del trauma cranico dovuto a una caduta scendendo le scale dell’albergo, l’ architetto, designer e accademico italiano Carlo Scarpa, tra i più importanti del XX secolo. Scarpa nasce il 2 giugno 1906 a Venezia e nel 1926 ottiene l’abilitazione in Disegno architettonico richiamandosi ai grandi maestri come Wright e Mondrian. Nel 1956 riceve il Premio Nazionale Olivetti per l’architettura e la stessa azienda gli commissiona la sistemazione di uno spazio espositivo Olivetti in piazza San Marco a Venezia; ma nello stesso anno Scarpa è accusato dall’Ordine degli Architetti di esercitare la professione illegalmente e quindi portato in tribunale. Nel 1972 Scarpa diventa direttore dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia e si dedica quasi esclusivamente agli allestimenti di mostre ed esposizioni, al restauro di antichi complessi e alla costruzione di edifici d’abitazione di piccole dimensioni. Tra le numerose opere si ricordano: a Venezia, la mostra di Klee (Biennale 1948), il restauro della gipsoteca canoviana di Possagno (1957), di Ca’ Foscari, del palazzo Querini Stampalia e del Museo Correr (1959), il negozio della Olivetti in piazza S. Marco (1959). Nel 1978 riceve una laurea honoris causa in architettura, ponendo così fine alla diatriba sulla legittimità del suo operato. Non può tuttavia partecipare alla cerimonia di consegna per la prematura morte e la laurea a Professore ordinario presso l’Istituto Superiore di Architettura di Venezia viene consegnata alla famiglia nel 1983.

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