250 anni fa muore Papa Clemente XIII

Il 2 febbraio 1769 muore a Roma Papa Clemente XIII, eletto pontefice il 6 luglio 1758. Carlo Rezzonico, questo il suo nome, nasce il 7 marzo 1693 a Venezia e la sua è una famiglia facoltosa di origine comasca. L’inizio nel 1750 della costruzione del grandioso palazzo veneziano a S. Barnaba, appunto Cà Rezzonico, testimonia come i Rezzonico siano tra i più ricchi clan del patriziato lagunare. Carlo studia a Bologna nel collegio dei gesuiti e poi all’università di Padova, dove consegue la laurea in utroque iure nel 1713. Vescovo irreprensibile di Padova, zelante, non preoccupato che del bene della sua diocesi compiendo una minuziosa visita pastorale, visitando parrocchie lontane, che non vedevano il vescovo da mezzo secolo. Il conclave che si apre dopo la morte di Benedetto XIV, nel maggio 1758, dura quasi due mesi e si conclude il 6 luglio con l’elezione del Rezzonico, che ottiene trentuno dei quarantaquattro voti disponibili e assume il nome di Clemente XIII subentrando al pontefice che oggi la storiografia considera il maggiore del suo secolo e uno dei più grandi dell’età moderna. Durante il pontificato di Clemente XIII cresce il mito della classicità e l’afflusso a Roma dei turisti e degli esperti d’arte, Johann J. Winckelmann diventa prefetto alle antichità di Roma, si arricchiscono le gallerie romane e si avviano quelli che poi diventeranno i Musei Vaticani. Clemente XII arricchisce di manoscritti la Biblioteca Vaticana, realizza il completamento della fontana di Trevi, sulla quale campeggia il suo nome, è mecenate di Giovan Battista Piranesi, che conosce in questi anni la sua maggiore fortuna, e di Raphael Mengs, al quale commissiona due ritratti.

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