20 anni fa rapina da 63 miliardi di lire alle Poste Centrali

L’1 settembre 1997, alle 10,37 a Zurigo (Svizzera) cinque uomini rapinano a viso scoperto la Fraumünsterpost, il più importante ufficio postale della città, a due passi dalla Bahnhofstrasse, la via delle banche. Con un’azione fulminea, i rapinatori entrano in un cortile interno della posta e caricano su un furgoncino, un Fiat Fiorino, tutte le cassette piene di soldi che il mezzo può contenere. Dopo tre minuti sono in fuga, con 53,1 milioni di franchi (63 miliardi di lire). Il bottino costituisce l’incasso degli uffici postali della città, raccolto alla Fraumünsterpost prima di essere depositato nella vicinissima sede della Banca nazionale. I rapinatori si sono ovviamente serviti delle informazioni di un dipendente della posta, loro complice. Ma commettono un errore: nella fuga, perdono un sacchetto di plastica nel quale ci sono le foto del cortile interno della posta, e su una di quelle foto c’è l’impronta digitale di uno di loro. La polizia arriva sul luogo della rapina dopo due minuti dalla fuga dei delinquenti. Ma le prime indagini si rivelarono senza esito perché la segnalazione del numero di targa del furgoncino dei rapinatori si rivela errato e i rapinatori scaricarono il furgone e si spartiscono il bottino in un garage nascosto agli sguardi esterni, situato in un edificio non frequentato. Le cose cambiarono solo quando, il 3 settembre, un libanese segnala agli inquirenti di essere stato incaricato da un suo connazionale di trasportare 2,9 milioni di franchi. Grazie a quella prima soffiata, è quindi possibile risalire, anche con buona rapidità, a tutta la banda. 21 giorni dopo la rapina, sono già arrestate 26 persone, eseguite 50 perquisizioni domiciliari e recuperati 23,94 milioni di franchi, sviluppando un’azione investigativa anche in Germania, Francia, Italia, Austria, Belgio, Olanda, Spagna, Svezia, Macedonia, Grecia, Argentina, Brasile, Venezuela e USA. Ma al momento di procedere a due perquisizioni domiciliari, “per motivi incomprensibili” gli inquirenti ne eseguono una e rinviano la seconda, nell’abitazione di un ricettatore, “a un altro giorno”. Nel frattempo l’appartamento in questione viene svaligiato e 8 milioni di franchi prendono il volo. Dei 53,1 milioni di franchi del bottino, finora ne sono stati recuperati soltanto 25,8 milioni.

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